Nel mezzo di una fattoria biologica a Kathwada – sobborgo di Ahmedabad, nello Stato indiano del Gujarat – la galleria espositiva Studio ALT riunisce due realtà creative in un'unica cornice architettonica: uno studio che si occupa di ceramiche dipinte a mano e un’attività specializzata nella realizzazione di speaker su misura.
Il progetto, che si sviluppa su una superficie di 740 m² e porta la firma di Rushnaiwala Architects, accoglie funzioni commerciali, istituzionali e residenziali all’interno di un impianto spaziale che privilegia istanze quali stratificazione e adattabilità, unite a un'estetica definita dai materiali a vista.
L'aspetto massivo dell’edificio visto dall'esterna contrasta con un'atmosfera più leggera all'interno, richiamando la Bibliothèque Nationale de France di Henri Labrouste. Questo approccio ispira la scelta di materiali come mattoni, calcestruzzo e acciaio, che strutturano sia l’organizzazione spaziale sia la connotazione materica del progetto.

L’ingresso della galleria è definito da una sequenza di spazi che inizia con gradini curvilinei disposti accanto a un albero di mango esistente. Questo accesso indiretto conduce a una sala centrale che si sviluppa su tre livelli e funge da spazio espositivo principale, che permette di organizza il programma senza separazioni gerarchiche, consentendo la coesistenza di più funzioni all’interno dello stesso volume.
Lo spazio della galleria, gli studi posti sul soppalco e la biblioteca si affacciano sul vuoto centrale attraverso passerelle strette, generando momenti di intimità all’interno dell’insieme. Le ceramiche sono disposte in nicchie assieme a installazioni audio integrate, che consentono agli oggetti esposti di abitare l’architettura piuttosto che limitarsi a occuparla.

Sebbene la pianta segua un impianto simmetrico, variazioni in sezione introducono cambiamenti di volume, quota e luce attraverso l’uso di lucernari. L’esplicitazione dei sistemi costruttivi trasforma la logica strutturale in un'esperienza spaziale, nella quale la struttura è al tempo stesso esibita e diventa essa stessa elemento espositivo.
L’edificio integra due sistemi strutturali distinti: un sistema murario portante con travi ad arco e una capriata in acciaio indipendente che copre la navata centrale. La separazione intenzionale dei due sistemi chiarisce la logica costruttiva, consentendo a ciascuno di essi di mantenere una propria identità.

La logica materica e costruttiva dell’edificio risponde anche alle prestazioni ambientali. Una fessura lungo la copertura inclinata consente la fuoriuscita dell’aria calda, favorendo il raffrescamento passivo in un contesto climatico caratterizzato da estati intense. I solai doppi e voltati riducono la trasmissione del calore ai livelli inferiori, mentre la massa termica delle pareti in mattoni a vista contribuisce a mantenere temperature interne più contenute durante la giornata.
La palette materica non è impiegata come semplice citazione estetica del Brutalismo, ma come risposta diretta al contesto. I materiali sono infatti scelti per invecchiare insieme al paesaggio, assorbire le condizioni climatiche e registrare il passare del tempo.
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Location: Ahmedabad, Gujarat, India
Area: 740 m2
Architect: Rushnaiwala Architects
Design Team: Filza Rushnaiwala, Muntaha Rushnaiwala, Asjad Shaikh
Main Contractor: Vinayak Industries
Consultants
Structural: Ami Engineers
Civil: Rishikesh Engineers
Photography: Niveditaa Gupta, courtesy of Rushnaiwala Architects